Siri, Cortana &Co: gli assistenti personali sono il futuro del mobile marketing?

L’intelligenza artificiale degli assistenti personali come Siri e Cortana sta sempre più rivoluzionando la nostra relazione uomo-macchina. Si tratta di un nuovo modo di comunicare, estremamente personalizzato, anzi, iper-personalizzato, che offre grandi opportunità al mobile matketing del prossimo futuro. Non a caso i grandi del web stanno investendo molto in questa direzione. L’utilizzo degli assistenti virtuali cresce di pari passo al mobile: se da un lato il 75% delle persone tiene lo smartphone sempre a portata di mano, dall’altro il 90% di chi ha un assistente personale sul proprio dispositivo lo utilizza con soddisfazione perchè è un modo facile, veloce e immediato per reperire informazioni.

Gli assistenti personali nei trend nel mobile marketing

Secondo gli esperti, gli assistenti personali sono una delle tendenze relative al mobile che quest’anno i marketer devono tenere sott’occhio. Visto il loro crescente utilizzo e il continuo miglioramento della loro intelligenza artificiale, è il momento di attivarsi per fare in modo che tutte le informazioni relative al brand siano ben accessibili e riconoscibili da questi strumenti. E ottimizzate rispetto alle domande che gli utenti possono porre.

Come farlo e includere queste attività nelle strategie di mobile marketing? Prima di scoprirlo, un breve identikit per conoscere meglio pregi e difetti dei principali assistenti virtuali oggi sul mercato.

Siri: l’assistente di Apple che conquista gli IPhone

Non è forse il motivo principale, ma è un valore aggiunto per molti di quelli che decidono di acquistare un IPhone: Siri è infatti un assistente virtuale progettato in modo evoluto, in grado di sostenere conversazioni abbastanza articolate ed effettuare ricerche, interpretando la richiesta dell’utente. Il 21% dei possessori di chi ha installato Siri sul proprio dispositivo lo utilizza regolarmente, anche se una buona fetta di pubblico è ancora da conquistare, se si considera che il 27% non utilizza mai questa applicazione.

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Cortana: l’intelligenza artificiale secondo Microsoft

La soluzione di Microsoft per l’assistenza virtuale si chiama Cortana, riprendendo il nome dell’intelligenza artificiale di Halo, il famoso gioco dell’X-Box. Nasce nel 2014 e il principio di utilizzo è simile a quello di Siri. Tra le tante funzionalità, Cortana aiuta a ricordare gli appuntamenti presi e risponde a varie tipologie di richieste, tenendo conto del contesto e dello storico delle domande effettuate.

Google Now: una risposta prima di ogni domanda

Appena l’utilizzo degli assistenti personali ha iniziato a crescere, il team di Mountain View non è stato a guardare e ha lanciato Google Now. Come assistente vocale installata di default sui dispositivi Android, utilizza i dati dell’utente presenti sul suo smartphone, come quelli rilevati dal GPS e dalle ricerche web. L’obiettivo è offrire  risposte ancor prima che gli utenti facciano una domanda: indicazioni sul meteo, aprire un’app, inviare un’email, cercare un indirizzo, risponde a tutto con un semplice comando vocale.

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Facebook M: uomo e macchina per centrare ogni quesito

Tra i padri degli assistenti virtuali, non poteva mancare la quarta colonna del web. Così Facebook ha creato M. Tra le sue varie funzionalità, M può preonotare un ristorante o trovare un regalo per un amico, suggerire un film o prenotare un weekend. La sua caratteristica è unire l’intelligenza artificiale ai feedback umani, di persone reali. In questo modo viene garantita una risposta a qualsiasi  tipo di richiesta, anche la più improbabile o indiretta.

Perchè il mobile marketing deve considerare gli assistenti personali?

Motivo #1: Le domande sono localizzate

Partiamo da un dato curioso: sapete cosa chiedono le persone al loro assistente virtuale? Tutto ciò che può elaborare una mente umana. Il 20% ha interrogato Siri o Cortana sul senso della vita, il 5% ha richiesto di combinargli un appuntamento. A parte queste domande particolari, che vanno oltre la funzionalità prevista per questi strumenti, il 40% delle richieste, ovvero la maggioranza, riguarda le indicazioni stradali.

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Questo tipo di ricerche è legato alla localizzazione degli utenti: quando Siri e gli altri assistenti personali sono interrogati su questioni come “Dov’è la pizzeria più vicina?” o “C’è un buon dentista nei dintorni?”, vanno a cercare informazioni sui motori di ricerca. Ecco il primo suggerimento che i marketer devono cogliere: farsi trovare nelle ricerce locali, inserendo correttamente il proprio indirizzo in tutte le pagine del sito (ad esempio nel footer), sui social e sulle mappe e facendo un corretto lavoro di posizionamento in questa direzione. Inviate i dati del vostro business a Google Places, Yelp e Bing Business Places. Infine incentivate le recensioni: Siri privilegia le attività locali che gli utenti valutano positivamente.

Motivo #2: Chi è ottimizzato per mobile ha più voce

Quando le persone domandano al proprio assistente virtuale di cercare un’attività del vostro settore, l’ideale sarebbe essere il primo nome trovato e quindi suggerito. Per aumentare il ranking nei risultati di ricerca, un requisito indispensabile è avere un sito pensato per mobile. Non è un segreto che Google premi sempre più i siti ottimizzati per questo tipo di dispositivi, lo ha dichiarato apertamente con il Mobilegeddon dello scorso aprile. Le pagine web che sono lente nel caricamento e difficoltose da navigare saranno sempre più penalizzate nei risultati di ricerca. E quindi invisibili anche per gli assistenti virtuali. Tuttavia ripensare il proprio sito in versione mobile può richiedere molto tempo e risorse: un’alternativa rapida ed economica sono le piattaforme per creare siti e app. In pochi minuti avrete un sito mobile, pronto a farsi trovare.

Motivo #3: La SEO non è più la stessa

Secondo uno studio il 12% delle ricerche su Google da mobile sono vocali e  fatte attraverso Siri, Cortana, Google Now e altri assistenti virtuali. A parità di ricerca però,  ciò che si digita è  diverso da ciò che si chiede a voce. Facciamo un esempio: se siamo a New York e stiamo cercando un ristorante etnico vicino a noi, probabilmente nella ricerca tradizionale su Google scriveremo “ristorante etnico a Manhattan”. Mentre al nostro assistente personale più probabilmente diremo “Cerca un ristorante etnico vicino a me”. Oppure, adattandoci ancor più allo stile conversazionale di questi strumenti, chiederemo “Sai dove posso trovare un buon ristorante etnico qui vicino?” In questo secondo caso la richiesta non è su una singola parola chiave e richiede un’interpretazione. Gli assistenti personali sono in grado di fornire in entrambi i casi delle valide risposte. Volete essere tra queste? Ripensate le vostre keywords: a quelle brevi aggiungete quelle lunghe e più specifiche, le cosiddette “long tail keyword”. Pensate a cosa potrebbero chiedere i vostri clienti cercando con Siri o Cortana un’attività simile alla vostra e utilizzate questi termini in titoli, descrizioni e contenuti.

Motivo #4: Preparatevi alle ricerche sponsorizzate

Ad oggi non esiste una possibilità di sponsorizzazione diretta per essere suggeriti per primi quando gli utenti cercano un’attività attinente alla propria. Eppure ci stiamo avvicinando a questa possibilità. Le ricerche meno strutturate come “Che regalo posso fare alla mia fidanzata?” che Facebbok M propone come esempio di ciò che sa risolvere, rendono evidenti due fatti: primo, le persone porranno domande sempre più umanizzate agli assistenti personali, come rivolgendosi a un parente o a un amico e aspettandosi non solo una risposta ma la risoluzione di un problema. Secondo, si apre una grande opportunità per i business: se l’utente chiede consiglio su un regalo, l’assistente personale potrebbe suggerire un abito di un particolare brand, che ha pagato una sponsorizzazione. Questo non significa rendere innaturali i risultati, anzi: tenendo conto dei dati dell’utente, sarà possibile consigliare un prodotto vicino ai suoi gusti, al suo budget e facilmente reperibile in un negozio nelle  vicinanze. Il risultato: un utente soddisfatto del suo assistente personale e un cliente in più per il brand.

Tenete gli occhi aperti: presto questa opportunità iper-personalizzata potrebbe diventare una realtà per il mobile marketing.

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In conclusione: date voce al vostro business

Ogni dispositivo mobile sa sempre di più della persona che lo utilizza: dove si trova, quando e come usa il cellulare, cosa cerca in rete, quali applicazioni apre di più e così via. Gli assistenti personali accedono a queste informazioni e le utilizzano per creare un’esperienza d’utilizzo sempre migliore. Se volete raggiungere in modo evoluto i vostri prossimi clienti, il nostro consiglio è di fare del vostro meglio per farvi trovare da Siri, Cortana &Co: sapranno presentarvi alle persone giuste.

Silvio Porcellana

Silvio Porcellana

Fondatore e CEO at mob.is.it
Silvio Porcellana è il fondatore e CEO di mob.is.it, il sistema online utilizzato da oltre 1.000 agenzie e professionisti per costruire siti mobili e app native per i clienti di tutto il mondo. Dalla sua sede nel Monferrato avvia con passione idee imprenditoriali, ama scrivere su web e mobile marketing e aiuta i clienti ad avere successo online. Per leggere altri suoi articoli vai al blog di mob.is.it
Silvio Porcellana

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