Chatbots e social media marketing: il matrimonio perfetto

Per chi si occupa di social media marketing i chatbot sono già diventati un tema caldissimo, una nuova frontiera grazie alla quale offrire ai propri clienti ancora più valore attraverso uno strumento all’avanguardia che promette efficacia e risultati concreti – da subito.

Dopo una piccola introduzione leggermente tecnica vedremo allora nel resto dell’articolo come questa nuova tecnologia possa e debba trovare un posto preminente in qualsiasi strategia di social media marketing – qualunque sia la taglia, il budget e gli obiettivi del business per cui è stata disegnata.

Chatbots?

I chatbot, nati principalmente dalla diffusione delle piattaforme di chat (il solo Messenger ha oltre 1,2 miliardi di utenti al mese) e dall’introduzione di API che consentono agli sviluppatori di dialogarci programmaticamente, sono dei software online che si interfacciano con questi sistemi di instant messaging e assistenti virtuali (oltre che per il popolarissimo Messenger ci sono bot per Slack, Telegram, WeChat ma anche Skype, Cortana e Amazon Echo) e portano avanti automaticamente delle “conversazioni”, seguendo le regole che i loro creatori hanno definito, rispondendo alle domande degli utenti, fornendo le informazioni richieste e addirittura guidandoli in maniera del tutto autonoma attraverso un percorso di contatto, interesse e conversione – direttamente nella chat.

Vista la possibilità sempre più ridotta di raggiungere il proprio pubblico social attraverso comunicazioni organiche e il costo crescente della pubblicità sui vari network, trovare un nuovo canale ancora efficace e relativamente inesplorato per dialogare con prospects, leads e clienti è vero e proprio oro colato per qualsiasi social media manager sempre alla ricerca di nuovi e potenti soluzioni per i business che aiuta a crescere online.

Più engagement, meno fatica

Il primo effetto di un chatbot è l’aumento dell’engagement. Permettere agli utenti che visitano ad esempio la pagina Facebook di porre domande ad un “assistente virtuale” e ricevere sempre e immediatamente risposte circostanziate, ricche di contenuti e pertinenti è già solo per questo un modo per creare più interazione e trasmettere più valore a prospect e clienti – riducendo al tempo stesso il carico del back-office che potrà intervenire solo come “secondo livello” lasciando tutte le attività di primo contatto al bot.

Diffondere contenuti

Messenger e le altre piattaforme di chat possono poi essere, grazie ai bot, un ulteriore canale per diffondere i contenuti prodotti, siano essi post sul blog, infografiche, video o altro ancora. Sia sfruttando l’integrazione con i feed RSS che attraverso strumenti di marketing automation, un chatbot può consentire di informare automaticamente prospect e utenti su un canale che ha un open rate prossimo all’80%. Una vera e propria miniera d’oro – soprattutto se paragonata al email dove è un sostanzialmente miracoloso arrivare a tassi di apertura della metà…

Acquisire contatti e valutarli

Un chatbot può svolgere anche funzioni di lead generation automatica. Una volta che un utente ha iniziato a chattare, il bot può autonomamente porgli domande che lo portano, in maniera trasparente, a “riempire un form” e inviare i dati necessari per formulare una domanda di preventivo, mandare una richiesta di prenotazione o essere aggiunto ad una mailing list. Proprio in quest’ottica, alcune piattaforme offrono un’integrazione nativa con i più diffusi strumenti di email marketing, consentendo ad esempio di collegare contatti acquisiti via chatbot con liste Mailchimp e permettendo così ai business che sapranno sfruttare questo sistema di acquisire lead a costi molto contenuti e già perfettamente profilati grazie alle domande che sono state poste e salvate automaticamente dal bot.

Chiudere il cerchio

Se già le attività di lead generation e lead scoring dimostrano il valore e il ritorno che questa nuova tecnologia possono portare ai business che saranno in grado di sfruttarli al meglio, i chatbot più avanzati e completi consentono addirittura la chiusura della transazione direttamente in chat – gestendo autonomamente dei veri e propri “carrelli” all’interno dei quali, sempre guidati dal bot, gli utenti aggiungono prodotti fino a portarli al pagamento e all’invio dell’ordine. Tutto ciò, integrando ad esempio il bot con il catalogo già presente online sulle pagine del sito web, apre un nuovo, potenzialmente ancora più proficuo canale di vendita – semplice, veloce e immediato.

Insomma, pensare oggi ad una strategia di social media marketing senza immaginare un posto centrale anche per i chatbot è davvero poco consigliabile. Non resta quindi altro da fare che cominciare ad acquisire dimestichezza con questa tecnologia, iniziando quanto prima a creare chatbot per clienti, per la nostra agenzia, per studio e per passione.

Ma come? La strada più ardua e completa è studiarsi le API dei vari sistemi di messaging e scrivere il codice del bot da zero – la via più pratica ed efficace è usare una piattaforma per creare chatbots online, sistemi web-based simili a dei “Wordpress per bot”, dove invece di creare siti web si realizzano e gestiscono bot, in totale autonomia. Con una semplice ricerca su Google si dovrebbe trovare sempre la lista più aggiornata e completa – l’importante, poi, è cliccare su quella che ci convince di più e cominciare!

Silvio Porcellana

Silvio Porcellana

Fondatore e CEO at mob.is.it
Silvio Porcellana è il fondatore e CEO di mob.is.it, il sistema online utilizzato da oltre 1.000 agenzie e professionisti per costruire siti mobili e app native per i clienti di tutto il mondo. Dalla sua sede nel Monferrato avvia con passione idee imprenditoriali, ama scrivere su web e mobile marketing e aiuta i clienti ad avere successo online. Per leggere altri suoi articoli vai al blog di mob.is.it
Silvio Porcellana

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